altre della regione Lazio : Agro Pontino - Alta Tuscia - Castelli Romani - Cicolano - Ciociaria - Grande Roma o Agro Romano - Maremma Laziale - Sabina -
mappa della subregione CASTELLI ROMANI e dei singoli Comuni   
subregione Castelli Romani
Regione: Lazio
Capoluoghi: Albano Laziale , Marino
n°comuni: 14
perimetro: 161 km
superficie: 297 km2
superficie calcolata: 298,65 km2
abitanti (istat 2020): 245.077

I Comuni

Albano Laziale - Ariccia - Castel Gandolfo - Colonna - Frascati - Genzano di Roma - Grottaferrata - Lanuvio - Marino - Monte Compatri - Monte Porzio Catone - Nemi - Rocca di Papa - Rocca Priora

Con la denominazione di Castelli Romani si indica un insieme di paesi o cittadine dei Colli Albani posti a breve distanza da Roma, in parte del territorio del Latium Vetus. Come ha ricostruito lo storico Giuseppe Tomassetti (1848-1911), la denominazione risale al XIV secolo quando molti abitanti di Roma, per sfuggire alle difficoltà economiche e politiche derivanti dalla Cattività avignonese, si rifugiarono nei castelli delle famiglie feudali romane dei Savelli (Albano e Castel Savello, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca Priora), degli Annibaldi (Molara, Monte Compatri, Rocca di Papa), degli Orsini (Marino) e dei Colonna (Monte Porzio Catone, Nemi, Colonna, Genzano e Civita Lavinia)

Il territorio dei Castelli Romani è un'area di natura vulcanica, originata dal crollo del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 m s.l.m.). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli. Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[2] la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2[3], cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio 2003[4][5] I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l'area tuscolana (Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora) facente perno su Frascati, l'area appia o albana (Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo) facente perno su Albano Laziale e l'area lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area artemisia, sono un'area a sé stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area tuscolana e albana. È ancora in corso un dibattito acceso sull'esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio Migliorini[6] elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, indicandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separazione; anche Lidia Piccioni[7] elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanzialmente differente. Armando Ravaglioli[8] invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli. Ad ogni modo, i comuni "storici" dei Castelli Romani sono quattordici. (wikipedia)