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Frazione di Paterno
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terremoti storici dal 217 a.c. al 2002 ( nel raggio di 30 km )
Paterno (25/02/2010 01:02:38)
Paterno di Castel Sant'Angelo, San Giovanni Battista. (19/10/2009 12:37:10)



terremoti storici dal 217 a.C. al 2002 ( nel raggio di 30 km )   [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]
  data mag zona distanza Mappa
1) 00/00/ -766,6Rieti13,00 kmvedi
2) 01/12/12985,93Morro Reatino23,77 kmvedi
3) 00/00/15025,17Cittaducale6,52 kmvedi
4) 02/02/17036,65Montereale16,45 kmvedi
5) 00/01/17605,17MonteTerminillo12,02 kmvedi
6) 29/03/17765,03Rieti13,24 kmvedi
7) 09/10/17855,48Arrone27,96 kmvedi
8) 22/03/18215,17Rieti16,22 kmvedi
9) 17/06/18855,17Rivodutri20,68 kmvedi
10) 21/01/18924,63Pescorocchiano22,08 kmvedi
11) 27/06/18985,48Rieti10,37 kmvedi
12) 19/05/19005,03Arrone29,95 kmvedi
13) 23/10/19024,83Maglianello Alto15,98 kmvedi
14) 26/05/19034,63Rieti13,24 kmvedi
15) 05/02/19064,83Capitignano27,15 kmvedi
16) 01/07/19064,83Antrodoco5,95 kmvedi
17) 06/03/19104,83Leonessa21,35 kmvedi
18) 16/11/19165,48Cittareale26,75 kmvedi
19) 08/07/19174,63Pescorocchiano24,40 kmvedi
20) 13/01/19204,83Tornimparte24,31 kmvedi
21) 13/05/19234,83Borgorose27,37 kmvedi
22) 15/09/19244,83Rivodutri20,02 kmvedi
23) 12/08/19385,01Cagnano Amiterno16,29 kmvedi
24) 17/12/19484,83Polino25,21 kmvedi
25) 03/06/19494,63Rivodutri20,02 kmvedi
26) 27/10/19494,98Labro23,89 kmvedi
27) 11/04/19575,18Fiamignano15,89 kmvedi
28) 16/03/19604,83Cittareale28,92 kmvedi
29) 31/10/19615,13Borgo Velino3,29 kmvedi
30) 02/02/19635,17Cittaducale6,52 kmvedi
31) 15/08/19984,49Capradosso Primo5,53 kmvedi


nella zona del comune di CASTEL SANT'ANGELO, nel raggio di 30 km, storicamente si sono verificati 31 eventi sismici.  

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A cura di Silvia Santilli

Paterno di Castel Sant'Angelo

Paterno, frazione di Castel Sant’Angelo comune della provincia di Rieti, è un paesino sulla collina firmata dai ruderi delle Terme di Tito, sopra l’antico lago di Cotilia, secondo le fonti, alimentato da una sorgente sacra alla dea Vacuna. Il territorio è ricco di laghetti di origine carsica, di sorgenti ferrose e solfuree e offre diversi siti di interesse archeologico. Protagonista dell’area in cui sorge il paese è l’acqua nel suo significato pagano e cristiano, ed è l’acqua a dominare Paterno. San Giovanni Battista al quale è dedicata la chiesa, battezzava con l’acqua purificata dall’ “agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1, 29); acqua di rinascita quindi come indica una rana scolpita nel fondo dell’acquasantiera della Chiesa, a simboleggiare il male esorcizzato. L’acqua compone musica costante nella piazza di Paterno, con il fontanile cinquecentesco costituito da un abbeveratoio dentro il quale è incisa la data del 1498 e una vasca lavatoio, posta in un vano delimitato da due archi, tra i quali è inserito un antico frammento architettonico che raffigura una spada, forse riferita allo strumento con il quale fu decapitato San Giovanni Battista. All’angolo della vasca lavatoio vi è un mascherone da cui sgorgava acqua verso una ciotola in marmo. L’impianto architettonico del fontanile può ricordare quello dell’abruzzese fontana Sarracco a Scanno. Paterno di Castel Sant’Angelo faceva parte del territorio abruzzese, compreso nella provincia dell’Aquila degli Abruzzi della quale Cittaducale era capoluogo di circondario, poi ceduta, nel 1927, alla provincia di Rieti. L’antica “abruzzesità” dei luoghi si può respirare attraverso elementi tipici quali gli abbeveratoi, le conche piene d’acqua che le donne portavano sul capo, la dolcezza del paesaggio. La Chiesa di Paterno e il fontanile caratterizzano la piazza avvolta dalla case tra le quali sovrano è il campanile. Il Paese appare veramente come un piccolo presepe, soprattutto la notte, quando le luci lo sorvegliano. E' proprio il tema della Natività ad essere stato acceso, nel corso degli ultimi anni, durante il mese di Dicembre, con il presepe in cartapesta allestito in una grotta naturale, con personaggi a misura d’uomo, creato da Rosanna della Valle e il presepe vivente con i figuranti di Scanno, opera di Franco Grassi e Gianni Piacentini. In particolare, merita ricordare la manifestazione, organizzata nel 2006 dall'Amministrazione Comunale di Castel Sant'Angelo, "Natale è" nata con l'obiettvio di "favorire uno scambio culturale" attraverso l'attenzione su "diverse realtà territoriali" e la valorizzazione delle risorse; al riguardo, per il borgo di Paterno, si è svolto l'evento "L'Acqua sorgente di vita. Il Presepe: La Nascita", sostenuta da ALCLI.

 

La Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di San Giovanni Battista si erge sopra una scalinata, a sinistra arrivando dalla piazza; la facciata è adiacente ad un edificio in pietra caratterizzato da un elegante portale.

L’ incisione della dedica al Santo è posta sull’architrave del portale, ornato da formelle con simboli cristiani, dove si legge “TEMPLUM DIVI IOANNIS MD MDLVIII”

Il Santo è rappresentato nell’affresco (sec. XVI-XVII) sopra l’ingresso e posto a destra della Vergine con il Bambino, ai lati San Rocco, patrono dei malati e degli appestati e San Lorenzo, patrono dei diaconi e dei cuochi.

L’impianto architettonico della Chiesa, su pianta rettangolare, è diviso in tre navate unite da grandi arcate; il tetto è caratterizzato da capriate lignee. Guardando verso il presbiterio l’altare centrale, orientato a sud, si presenta in forme tardo barocche ed è costituito da due colonne in marmo elevate su alti plinti, che sorreggono una trabeazione a timpano spezzato, ai lati due cherubini sorreggono una corona; l’abside quadrata al centro ospita la statua della Madonna del Rosario.

L’interno conserva interessanti opere d’arte. Uno sguardo particolare va rivolto agli affreschi cinquecenteschi: “La Madonna del Rosario”, “La Vergine con il Bambino benedicente”, l’Adorazione dei Pastori”.

L’impostazione cinquecentesca dei tre affreschi, nella costruzione degli spazi, è fusa ad una pittura espressiva nella carica emotiva dei volti degli astanti, insieme ad una intenzionale esortazione dei committenti all’avvicinamento delle fede. Da rilevare una somiglianza tra gli angeli rappresentati nel catino absidale della Natività con quelli presenti nell’affresco della Madonna del rosario; ogni affresco presenta motivi decorativi a grottesche. I tre affreschi meriterebbero un’accurata analisi, sia per lo stato effettivo della conservazione sia per potergli restituire una paternità che non è stata ancora identificata.

Nel 2001 sono stati eseguiti, ad opera della Soprintendenza dei Beni Artistici del Lazio, dei restauri nel corso del quale è emersa la presenza di un altro affresco sottostante a quello della Madonna del Rosario

 

La Madonna del Rosario

Paterno_CastelSantAngelo_MadonnaRosario.jpgL’affresco della Madonna del Rosario, eseguito a sinistra dell’ingresso e maggiore di dimensioni rispetto agli altri, presenta nei riquadri le scene della vita della Vergine entro riquadri intorno a quello centrale, nel quale purtroppo l’immagine della Madonna che tiene in braccio il Bambino è incompleta e visibile in parte; in basso posano, ai lati della Vergine, San Domenico e Santa Caterina. L’affresco segue uno dei modelli della Madonna del Rosario nell’arte in cui si rappresenta la Vergine collocata sopra una nube, che consegna la corona a San Domenico tenendo tra le braccia il Santo Bambino. Quest’ultimo, in base alla postura delle gambe, doveva sporgersi verso Santa Caterina, figlia del carisma di San Domenico.

Secondo la tradizione, San Domenico ricevette nel 1214 il primo Rosario dalla Vergine Maria in una prima apparizione, rendendo in seguito popolare la preghiera del Rosario per la Meditazione dei Misteri. Pio V nel 1572 istituì la festa del Santo Rosario alla prima domenica di ottobre, spostata successivamente al 7 Ottobre. La festa è legata alla vittoria della Lega cristiana sui turchi musulmani, avvenuta a Lepanto nel 1571 e attribuita alla protezione della Vergine Madre, venerata con la recita del Santo Rosario durante la battaglia.

La lega Santa, costituita da Pio V, fu comandata, per ordine di Filippo II di Spagna, da Giovanni d’Austria (1547-1558), figlio di Carlo V e fratellastro della Duchessa Margherita che appare nel nostro affresco, accanto a Santa Caterina con il volto e lo sguardo rivolti verso il Bambino e la Vergine. Alla Duchessa Margherita d’Austria (1522-1586), moglie di Ottavio Farnese, fu donato, dal padre Carlo V il feudo di Cittaducale, dal 1538 al 1572 capitale degli Stati d’Abruzzo; dal 1568 la Madama amministrò i Feudi d’Abruzzo, dimorò a Cittaducale fino al 1572 e in seguito fu nominata Governatrice dell’Aquila.

La presenza di Margherita d’Austria nell’affresco può gettare luce sull’ipotesi che sia lei ad aver commissionato l’opera, essendo Paterno di Castel Sant’Angelo tra le terre del suo feudo, tuttavia, in mancanza di documentazioni rese note o reperite a tutt’oggi si può soltanto evidenziare il periodo storico che vide la Duchessa nell’ambito di una rinascimentale intenzione di trasformare l’arte in strumento di avvicinamento nella fede e di devozione.

 

L’ Adorazione dei Pastori

Paterno_CastelSantangelo_AdorazionePastori.jpgL’Adorazione dei Pastori, attribPaterno_Castelsantangelo-L'Adorazione dei Pastori.jpguibile alla seconda metà del XVI secolo, si trova nell’absidiola in fondo alla navata a destra dell’altare centrale, cinta da decorazioni a grottesche “all’antica raffaellesche”; la scena è ambientata in un delicato paesaggio nello sfondo, sovrastato da un coro di Angeli nel catino. Le matrici delle decorazioni che circondano l’absidiola ricordano quelle utilizzate nella villa Farnese a Caprarola, commissionata da Alessandro Farnese, figlio di Margherita d’Austria; inoltre le stesse decorazioni le ritroviamo nell’affresco “ex voto,” posto a destra dell’ingresso della Chiesa. Sono stati indicati nello stile, i modi pittorici dei veronesi Lorenzo e Bartolomeo Torresani che lavorarono a Cittaducale nella prima metà del XVI secolo ed in particolare per l’abside della Chiesa di San Rocco nel comune di Castel Sant’Angelo.

E’ interessante, tuttavia, notare una somiglianza dei volti di San Giuseppe e della Vergine con quelli degli stessi personaggi presenti nella tela della Madonna in trono con il Bambino, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi e San Giovanni, dipinta dal pittore Cardone Giovanni Paolo, che nel 1586 realizzò un apparato funebre per Margherita d’Austria; attribuita allo stesso pittore è un’ Adorazione dei Pastori”, fortunatamente recuperata nella Chiesa di Santa Giusta, dopo il sisma del 2009; in questa tela i colori, l’impostazione della composizione, la cesta sul quale appoggia il Bambino conducono al ricordo dell’affresco dell’absidiola di Paterno.

Giovanni Paolo Cardone fu attivo a L’Aquila nella seconda metà del Cinquecento e “la sua capacità è stata quella di saper mediare gli influssi di una cultura rigorosamente religiosa, quale quella controriformata proveniente da Napoli, con la dolcezza e l’eleganza dei modi di Pompeo Cesura” (cfr Daniela Iannella, L’Adorazione dei pastori, in L’Aquila l’arte ferita delle chiese del centro storico, Iride, Roma 2010, p. 49);

 

CRBC Cardone Giovanni Paolo (Sec.XVI) – Pittore, in Personaggi illustri in terra d’Abruzzo, in www. regione.abruzzo.it.

 

La Vergine e il Bambino benedicente

In questo affresco, posto a destra dell’ingresso, datato 1591, appare in basso una donna, vestita con un abito bianco e inginocchiata a mani giunte segno di un prodigioso evento relativo ad una grazia ricevuta; nei medaglioni laterali, in basso sono collocati due santi che iconograficamente fanno pensare a San Benedetto e a San Francesco, e, in alto, i probabili committenti dell’opera, con i libri sotto il braccio.

Al centro la Madonna tiene in braccio il Figlio Divino che con la mano destra benedice e con la sinistra tiene in mano il Globo crocigero, simbolo cristiano del dominio di Cristo sul mondo. Va notato che nell’anno 1591 fu riconosciuto, attraverso l’opera del sacerdote abruzzese Camillo de Lellis (1550-1614), l’Ordine Religioso dei Ministri degli Infermi”, nel quale i religiosi, chiamati “Crociferi”, si dedicavano prevalentemente ai malati. La composizione è semplice e le tonalità equilibrate ed eleganti e vivacizzata da motivi decorativi floreali presenti nelle grottesche.

All’interno della Chiesa un particolare sguardo meritano due altari lignei, collocati sulla navata sinistra, risalenti alla seconda metà del XVI secolo, entrambi ospitano una tela; l’altare dalle forme più barocche, con tralci e colonne tortili, purtroppo non ha più presenti ai lati le statue di San Rocco e di San Lorenzo.

Sulla stessa navata è appoggiata in terra una Campana del 1776, con un incisione in cui si legge “ Laudo verum Deum, plebem voco, convoco clerum”.

A destra dell’ingresso è collocata un’ acquasantiera (sec. XVI) che presenta all’interno della vasca una rana in rilievo, animale considerato impuro nell’Antico Testamento (Lev. 11,10) ma nell’acqua santa simbolo del male esorcizzato.

A sinistra dell’altare centrale è posta la statua della Madonna del Rosario. A Paterno la festa del Santo Rosario si festeggia la terza domenica del mese di Agosto e la Vergine viene portata in processione per le stradine del paese, nelle quali si possono incontrare, sulle pareti di alcune abitazioni, antiche immagini devozionali: in particolare un Sant’Antonio da Padova e un cristogramma dipinti sopra le porte di alcune abitazioni private. La processione viene preceduta dalla funzione religiosa anticipata dalla banda musicale. I festeggiamenti si concludono con il ballo di grandi fantocci, le tradizionali “pupazze” (anch’esse legate alle usanze abruzzesi) animate da un uomo che le guida per farle danzare, mentre pian piano si accendono i fuochi pirotecnici, per farle bruciare. Questa tradizione si può collegare a San Giovanni Battista i cui attributi sono il fuoco e l’acqua. Il fuoco, in quanto il suo giorno di nascita, il 24 giugno, rientra nelle celebrazioni solstiziali e per le quali anticamente si accendevano i falò, durante la notte di San Giovanni, considerati purificatori quanto l’acqua con cui battezzava: “In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.”(Luca, 3,15-16. 21-22) Uscito dalle acque del Giordano, nel quale ricevette il Battesimo, infatti, Gesù “fu come divorato da un fuoco, da una nuova energia che lo avrebbe spinto a girare per città e villaggi annunciando ovunque il Vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità”: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, la divisione…”. E nel parallelo di Mt (10,34) Gesù dirà: “Non sono venuto a portare la pace ma una spada…”. (Lc 12, 49) Gesù attraversa la sofferenza e la morte, come un “immergersi dentro”, come un altro battesimo e con la resurrezione accenderà il fuoco dell’amore. Il battesimo d’acqua è l’inizio della vita, la nascita, ma poi è il battesimo di fuoco che ci fa credenti ed autentici.

L'acqua del battesimo di San Giovanni Battista, l’acqua delle fonti, la spada nel fontanile, il fuoco dei festeggiamenti…questo è Paterno.

Silvia Santilli Grazioli

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Paterno di Castel Sant'Angelo, San Giovanni Battista. [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

La chiesa di Paterno è dedicata a San Giovanni Battista, infatti inciso sull'architrave del portale si legge "TEMPLUM DIVI IOANNES AD MDLVIII".

La data della nascita del Santo è fissata dagli agiografi il 24 giugno, tre mesi dopo il concepimento di Gesù e sei mesi prima della sua nascita (c.a 70 a.c. - c.a 30 d.c), San Giovanni Battistaannunciata dall'Arcangelo Gabriele a Maria. Anche se non è storicamente accertato che Gesù sia nato il 25 Dicembre, alcuni studiosi ritengono che venne scelta questa data in contrapposizione alla festa pagana del Sole, celebrata quattro giorni dopo il solstizio d'inverno, il 21 dicembre, per rappresentare la luce che prende il sopravvento sulle tenebre. "Il Sole sorgente ci ha visitato dall'Alto per illuminare coloro che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte" (Luca 1, 78-79), fu la profezia di Zaccaria, sacerdote del tempio di Gerusalemme e padre di Giovanni. E ancora, "fino a Giovanni tutti i profeti hanno fatto profezie ma da Giovanni Battista a ora il Regno di Dio si conquista di slancio" (Matteo 11,11-13).
La celebrazione della nascita del Battista nella chiesa cattolica africana risale ad epoca antichissima.
Attributo principale nell'iconografia del Santo è un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce con scritto "Ecce agnus Dei" (Ecco l'agnello di Dio, Giovanni 1,29).
Patrono dei sarti, per l'abito di pelle di cammello che si cuciva da sé; patrono dei fabbricanti di coltelli e spade per la spada del supplizio; patrono dei trovatelli che venivano abbandonati alle porte dei battisteri, per essere stato un battezzatore.
Nella Chiesa di Paterno, San Giovanni Battista è raffigurato nell'affresco sovrastante l'ingresso, e posa a destra della Vergine, insieme a San Lorenzo e a San Rocco a sinistra, quest'ultimo inserito successivamente.
La statua di San Giovanni Battista è presente, nella navata sinistra, al centro del secondo altare caratterizzato da due colonne tortili con tralci, risalente al sedicesimo secolo ma in pessime condizioni. Inizialmente, ai lati di San Giovanni vi erano collocate le statue di San Lorenzo e di San Rocco, attualmente non più presenti.

Silvia Santilli Grazioli 1/09/2009

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