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IL TERRITORIO DEL COMUNE E LE SUE FRAZIONI [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

Il territorio del comune di Pavia di Udine posto immediatamente a sud del comune di Udine, con la sua dozzina di centri tra frazioni e località, occupa un posto rilevante all‘interno del panorama storico-artistico del Friuli.
Oltre al grande numero di testimonianze archeologiche emerse in questi ultimi anni che vanno dalla preistoria (mesolitico-neolitico), al periodo romano e medievale, di chiese parrocchiali, cappelle votive, oratori gentilizi e ancone devozionali che ne costellano gli abitati e il contado, esso si segnala tra i più ricchi anche per quanto riguarda l‘architettura civile, potendo contare nei diversi borghi oltre a numerose sopravvivenze interessanti di edilizia spontanea, addirittura ad oltre una quindicina di dimore nobiliari fra le più belle e scenografiche della regione.

PAVIA DI UDINE

"L'incorcioProvenendo da Udine, sfiorata la piccola località di Moretto, si giunge al capoluogo comunale: Pavia di Udine: toponimo derivante da un gentilizio romano, probabilmente Papilia, corrispondente del maschile Papilius. La citazione più antica finora nota risale al 1275 (Pavia).
Le testimonianze archeologiche ci riportano alla preistoria, gli scavi effettuati ci confermano la presenza di popolazioni neolitiche di primi agricoltori, anche se possiamo ipotizzare che questo luogo veniva frequentato da gruppi di cacciatori raccoglitori del mesolitico recente.
A Pavia troviamo due chiese, La Parrocchiale dedicata a San Ulderico e la chiesetta di San Giovanni dei Battuti quattrocentesca, oltre a tre dimore nobiliari: le centralissime Villa Lovaria con l‘ultra centenario platano, palazzo Mantica-Frangipane ed il complesso Beretta di Porcia e Brugnera.

SELVUZZIS

"unoProseguendo verso sud si raggiunge la località di Selvuzzis, 'boschetti': vezzeggiativo del friulano selve, 'selva', antica zona silvestre poi sede di un centro padronale e un piccolo borgo. La citazione più antica finora nota risale al 1587 (Selvucis).
Notevole la presenza dell‘ottocentesca Villa Deciani con l‘esteso muro di cinta.

 

PERCOTO

"Scorcio Percoto, 'guado': è la resa locale del sostantivo sloveno prehòd 'passaggio, passo', in riferimento al guado sul torrente Torre. La citazione più antica finora nota risale al 1184 (Percoto)
A Percoto, va ricordata la casa quattrocentesca nota come 'colombera', la chiesa di San Martino vescovo, la villa Della Frattina-Caiselli oltre alla caratteristica casa Pozzo, non va dimenticata poi villa Kechler presso la quale soggiornarono diverse personalità di spicco tra cui lo scrittore Ernest Hemingway.

 

 

 

MURIS

"IlLasciando il paese in direzione sud si raggiunge la località di Muris, '(resti di) mura': verosimilmente si tratta del plurale del sostantivo maschile friulano mûr, 'muro'. La citazione più antica finora nota risale al 1353 (Muris).
Sede di un celebre Santuario dedicato alla Madonna, edificato sui resti di una villa rustica romana in prossimità di un guado sul Torrente Torre, ricco di interessanti ex voto.

 

 

 

POPEREACCO

"Facciata

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Muovendoci verso ovest incontriamo Popereacco, '(podere) di Poperio': prediale latino-celtico dal nome personale maschile latino Pauperius. La citazione più antica finora nota risale al 1293 (Pauperiacho).
Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Ronchi, conserva quasi integre le caratteristiche rurali. Di origine medievale, Popereacco verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Ronchi, alle dipendenze dei veneziani.
Popereacco presenta all‘interno del borgo alcune costruzioni rurali, la chiesetta di San Girolamo di origini trecentesche ma rimaneggiata nei secoli XVI e XX, ed un edificio padronale di origini seicentesche con le aperture delle facciate riquadrate in pietra, sul fronte sud si rileva una meridiana ed un affresco votivo, di fronte all‘edificio in direzione sud si sviluppa un asse rettilineo, tipico delle dimore padronali, delimitato da pini marittimi.

RONCHI

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Procedendo sulla strada principale entriamo a Ronchi, toponimo comunissimo in Friuli, Ronchi, 'aree disboscate con roncole': termine agrario indicante una zona boschiva presso Popereacco runcata per essere coltivata e abitata. La citazione più antica finora nota risale al 1621 (Ronchi).
Qui troviamo
la villa seicentesca Della Porta - Stainero - Kechler - Dorigo e la deliziosa cappella annessa di Sant‘Ulderico di origine trecentesca.

Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Popereacco, conserva quasi integre le caratteristiche rurali. Di origine medievale, Ronchi verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Popereacco, alle dipendenze dei veneziani.
Ronchi è caratterizzata dalla presenza di villa Kechler-Della Porta, costruzione seicentesca un imponente corpo padronale delimitato nella parte sud da una muraglia con i due ampi portali arcuati d‘accesso al giardino, esternamente si rileva la chiesetta di San Ulderico. L‘edificio nobiliare presenta un corpo centrale con scale convergenti sul poggiolo balaustrato del piano nobile con a lato due leoni, ove si rileva il maggiore di tre portali arcuati della fronte centrale, a lato si sviluppano due corpi più bassi, di cui quello a sinistra con scala esterna due rampe. Tre ordini di aperture riquadrate in pietra e disposte simmetricamente scandiscono la facciata principale e il fonte nord, il corpo centrale e la torretta ovest si elevano per un‘ulteriore piano. La cappella gentilizia di San Ulderico, coeva alla villa, presenta un‘aula rettangolare con portico antistante sorretto da due colonne circolari, completa la facciata la bifora della cella campanaria. Esternamente al borgo lungo al strada che conduce a Popereacco si rilevano alcune costruzioni rustiche tra cui una con ballatoio ligneo.

PERSEREANO

"Scorcio

Ecco il vicino borgo di Persereano, '(podere) di Passerio' o 'originario di Preserje': prediale dal nome latino Passerius o etnico derivato da una località slava. La citazione più antica finora nota risale al 1031 (Perseriano).
Qui
spicca la Villa Florio settecentesca ricca di una pregevole biblioteca, di un archivio storico e dell‘oratorio privato, si segnala anche casa Marcotti situata accanto alla parrocchiale di Sant‘Andrea apostolo.

 

 

 

LAUZACCO

"Villa

Poco più a nord incotriamo Lauzacco, '(podere) di Lauzio': toponimo prediale latino-celtico derivato dal nome personale maschile latino Lautius. La citazione più antica finora nota risale al 1226 (Lauzaco).
A
ttuale sede comunale con la sua chiesa dedicata a Sant‘Agata e la vicina settecentesca Villa Beretta con l‘annessa cappella gentilizia oggi intitolata a San Nicolò e il retrostante parco cintato da mura merlate.

 

RISANO

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Superata da Lauzacco la località extra comunale di Crosada ecco Risano, '(podere) di Resio': prediale romano dal nome personale maschile R(a)esius. La citazione più antica finora nota risale al 1248 (Risano).
Risano
, con la sua antica colonna di Santa Sabida, oggi ridedicata alla vergine Maria e a breve distanza la parrocchiale di San Canziano martire.
Poco distante la chiesetta della Santissima Trinità e la Villa Agricola con annessa cappella intitolata a San Vitale e la grande Villa dei nobili Cicogna.

Il paese di Risano, situato a sud di Udine, si è sviluppato in modo lineare lungo la strada che conduce da Lavariano a Lauzacco. Il borgo, di origine medievale, viene citato per l prima volta nel 1248 (Michael Decanus de risano) il decano era colui che presiedeva le riunioni della vicinia (capifamiglia). In tal periodo Risano rimase sotto il dominio Patriarcale fino al 1420, in seguito fino al 1797 il paese passò ai veneziani. Il nucleo più antico del borgo si rileva nei pressi della chiesa parrocchiale, anche se gli edifici sono stati rimaneggiati nei secoli XVIII-XIX, solo nei pressi del pozzo in pietra si rileva una costruzione di origine cinquecentesca.
Altre costruzioni rurali, disposte su fronte strada con corti interne, si rilevano lungo la via che conduce alla stupenda chiesetta cinquecentesca della Santissima Trinità, passando davanti all‘ala ovest della villa Agricola, con attigua cappella gentilizia.
Dalla parte opposta alla costruzione nobiliare, si rileva un complesso agricolo porticato con pilastri in mattone delimitanti una corte ad U. Di fronte alla chiesa è presente una costruzione di pregio, dell‘Istituto Renati, con aperture riquadrate in pietra e portale architravato. A ridosso della villa Agricola si rilevano della costruzioni padronali, su fronte strada, con impianto ad U, le facciate sono caratterizzate da aperture allineate e disposte simmetricamente con riquadri in pietra, internamente sono presenti affreschi, di fronte si rileva la colonna di Santa Sabida.
Altre costruzioni di pregio come casa Dorigo, si rilevano nella piazza del paese, tutte caratterizzate da portali architravati in pietra, alcuni con stemmi, più ad ovest si rileva villa Rizzani delimitata da una corte d‘onore. Edifici rurali di valore ambientale sono presenti lungo tutta la roggia di Palma dove si rileva il mulino Burello con salto d‘acqua, sulla testata dell‘edificio si rileva un affresco, sul retro si erge la torre di un mulino più recente, a nord e a sud sono presenti altri due mulini Burello.
La chiesa di san Canziano di origini cinquecentesche è caratterizzata dal campanile addossato alla facciata poggiante su colonne.

CHIASOTTIS

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Chiasottis, 'casotte, capanni': deriva dal plurale di una forma diminutiva non molto comune del sostantivo friulano cjase, 'casa'. La citazione più antica finora nota risale al 1290 (Casotis). Nella piazzetta troviamo la chiesa dedicata a San Marino con affreschi di G. Quaglio, poco distante la cinquecentesca Villa Strassoldo con l‘oratorio gentilizio affrescato, interessanti i mulini sull‘antica roggia detta Turisella.
Il moderno paesino di Chiasottis è caratterizzato da una suddivizione fondiaria piuttosto regolare di origine romana.
Alcuni studi menzionano un atto risalente al 1166, mediante il quale Ludovicius de Labariano avrebbe ottenuto conferma da patriarca del possesso di Chiasotis, ma nel corso di recenti ricerche effettuate non è stato possibile rintracciare l'originale, sicchè per il momento è giocoforza considerare come primo documento che menzioni la Villa de Casotis  quello ben più noto datato 1290.

CORTELLO

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Verso nord incontriamo l‘incantevole borgo di Cortello, 'piccola corte': diminutivo del sostantivo friulano cort, 'corte, cortile', senza però escludere una origine medievale (la curtis). La citazione più antica finora nota risale al 1275 (Curtello).
La villa seicentesca Caiselli affrescata da Antonio Carneo ricca di stucchi e decorazioni con annessa chiesa di San Leonardo, notevole muro perimetrale in ciotoli di fiume.

Il piccolo borgo di Cortello, situato nella pianura a sud di Udine, conserva intatte le caratteristiche di un complesso padronale agricolo del periodo veneto.
Citato come detto per la prima volta nel 1275, anche se alcuni rinvenimenti romani, come le urne cinerarie trovate presso la villa Caiselli all‘inizio del secolo XX e le macerie di insediamenti romani trovati nei pressi della villa più a nord, testimoniano l‘origine più antica della località.

Cortello, durante il periodo patriarcale nel 1296, dipendeva dalla pieve di Lavariano, dal 1420 seguì le sorti dei veneziani fino al 1797.
L‘edificio più importante del borgo è villa Caiselli, costruzione seicentesca costituita dal corpo centrale tripartito e da due ali laterali arretrate, l‘ala destra è collegata ad una costruzione a torre timpanata che delimita il corpo padronale dai rustici, questi ultimi ortogonalmente al complesso padronale.
La facciata principale presenta tre ordini di aperture simmetriche con al centro un portale arcuato bugnato sormontato da una porta finestra con balaustra in pietra e apertura ellittica in prossimità dei granai.
All‘interno i saloni presentano anche decori e affreschi di Giovanni Battista Canal, un‘ampia scala in pietra con balaustra in ferro battuto si colloca a lato del salone centrale.

Il giardino antistante la villa comunica attraverso un portale con cancello in ferrobattuto con vasto terreno cintato da una muraglia ottocentesca.
Esternamente alla villa si rileva la chiesetta di San Leonardo costruzione settecentesca scandita in facciata da quattro lesene e timpano soprastante.
Lateralmente alla villa si trovano le costruzioni rurali di alto valore ambientale, in parte restaurate, che venivano in passato utilizzate dai contadini e dagli artigiani alle dipendenze della famiglia nobiliare.
A sud del borgo si rileva il casale Vallisella con imponente costruzione rurale.

LUMIGNACCO

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Più a Nord si trova Lumignacco, '(podere) di Lumenio': prediale latino-celtico dal nome maschile Lumenius, versione latina del nome personale preceltico Lumennu. La citazione più antica finora nota risale al 1293 (Lumignacho).
Da segnalare Villa Della Torre-De Senibus -Bearzi, palazzo Calice e le caratteristiche arcate della seicentesca casa loggiato detta Vatican oltre che alla chiesa dedicata a Sant‘Andrea apostolo con i suoi interessanti affreschi.

MORETTO

Moretto, '(sede della famiglia) Moret': derivato dal cognome Moret/Moretto, diminutivo dell‘aggettivo moro, 'di capelli/carnagione scuri/a'. La citazione più antica finora nota risale al 1570 (Moreth).

 

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