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Oigini Mitologiche [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

Fra le leggende che avvolgono le origini di Napoli la più famosa è quella della bella sirena Partenope - ecco perché i napoletani vengono anche detti Partenopei: con il suo canto tentò invano di ingannare Ulisse, ma non riuscendo nel suo intento tentò il suicidio lasciandosi trascinare dalle acque e si arenò sugli scogli dell'isoletta di Megaride, dove oggi è possibile vedere il Castel dell'Ovo.

Un altro mito racconta che Partenope fosse in realtà la figlia del guerriero greco Eumelo Falevo, fondatore di una colonia della Magna Grecia sulle coste campane: durante il viaggio una tempesta colpì la nave e la bella Partenope non sopravvisse, così la città assunse il nome Partenope in suo onore.o

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Origini Storiche [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

Nel 470. a.C. i coloni greci insediati a Cuma decidono di fondare una nuova città e la chiamano, per l'appunto, Neapolis (dal greco “città nuova”).
La città si sviluppa a partire dalla primitiva colonia greca Partenope e - proprio come tutte le colonie greche che - presenta una struttura urbanistica organizzata in cardi e decumani (i cui resti si possono ammirare ancora oggi  nella città).
In epoca romana Napoli è considerata un importante centro culturale e commerciale.

I rapporti di amicizia con Roma si interrompono nel 326 a.C per la pressione delle altre colonie greche, per poi riallacciarsi in seguito visto che Neapolis per Roma era un'importante porta sul mondo dell'arte e della civiltà greca.

Giustiniano nel 536 conquista la città, ma circa un ventennio dopo i goti la occupano sbaragliando le truppe bizantine, finché il generale Narsete nel 553 alle pendici del Vesuvio non ribalta la situazione scacciando gli invasori dalla Campania.A partire dal 661 la cittave; dispone di un governo proprio per concessione dell'imperatore d'Oriente con a capo il duca Basilio, situazione che dura fino al 1137.

Esattamente due anni dopo i normanni invadono la città che perde il suo ruolo di capitale del regno in favore di Palermo. Grazie al re Ruggero II i Normanni partono da Napoli con una politica espansionistica nel Sud Italia, conquistando Salerno, Amalfi, Capri e Ravello.
Seguono gli Svevi e dopo i tre anni di reggenza di Enrico VI sale al trono Federico II, considerato da molti il più grande regnante europeo di tutti i tempi: difatti il sovrano trasforma il Regno di Napoli in un centro d'arte e cultura altamente competitivo con il resto d'Europa. Uomo di grande cultura, Federico II crea per il suo regno un forte potere centrale, riorganizza la pubblica amministrazione, la giustizia, l'esercito, il commercio; si rende protagonista di alcune imprese militari di successo in Germania e a Gerusalemme ma, soprattutto, ama circondarsi di poeti, filosofi e letterati e regala proprio alla città di Napoli la prima università (1224) di stato della storia: il celebre studium acquisisce subito un gran prestigio internazionale, eguagliato solo dalle università di Parigi e Bologna. Napoli riacquista il suo ruolo di capitale solo nel 1282 e resta tale anche sotto la dinastia aragonese.

Gli aragonesi contribuiscono a rendere ancora più grande la città di Napoli, sia sotto il profilo economico che artistico: sotto Alfonso il Magnanimo la corte partenopea si popola degli ideali rinascimentali e di grandi artisti e letterati come Giovanni Pontano, Jacopo Sannazzaro, Pietro Summonte, Pietro Beccadelli e Lorenzo Valli.

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Storia di Napoli dal 1500 a oggi [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

Sotto il dominio spagnolo (1503-1707) Napoli subisce un duro colpo e fa molti passi indietro nel suo percorso di sviluppo: sfruttata dalla corona di Madrid con pesanti tasse e ingiustizie, partorisce come risultato la camorra, che assume  ben presto i caratteri di una società segreta finalizzata alla difesa dei diritti del popolo.

E' proprio il popolo a farsi protagonista nel 1647 con la rivolta capeggiata da  Masaniello, che divenne per Napoli il simbolo dell'eroismo e della lotta all'oppressione iberica.

La città passa ai Borboni nel 1734 dopo un breve periodo di dominazione austriaca. Grazie a Carlo III di Borbone, Napoli rialza la testa e riprende lo  sviluppo economico e culturale: questi sono gli anni delle splendide opere architettoniche come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri e la Reggia di Capodimonte.
 
Nonostante gli incapaci successori di Carlo III, Napoli conserva anche in seguito intatta la propria vivacità: il 1789 porta anche qui i venti della Rivoluzione Francese, le cui voci suscitano orrore e disapprovazione alla corte di Ferdinando, mentre in città cominciano a diffondersi, nei salotti degli intellettuali dell'epoca, le idee liberali e giacobine provenienti da oltralpe.

Nel 1860, entrando a far parte dell'Italia e perdendo il suo ruolo di capitale del Regno delle due Sicilie ormai dissolto, Napoli subisce un grosso contraccolpo sul piano economico. Le industrie si spostano al Nord Italia, in più nel XX secolo la città aumenta a dismisura la sua popolazione senza che vi sia alcun adeguamento urbanistico.

Dal dopoguerra a oggi Napoli è costretta a lottare con l'immagine, diffusa dai media, di una città morente, afflitta da corruzione, camorra e malasanità.
In realtà la città conserva e protegge con tutte le sue forze la sua storia e i suoi patrimoni artistici, promuove sempre più opere di carattere sociale al fine di migliorare e di far emergere la vitalità di una città che vanta più di 2000 anni di storia e di cultura a cui il turista non deve sfuggire.

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