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La leggenda del lago a forma di cuore [ torna all'indice ] [ chiudi questa sezione ]

Scanno - il lago a forma di cuoreEra un giorno di freddo inverno, quando un venditore si inoltrò nella Valle del Sagittario poiché era intenzionato a raggiungere Scanno per tentare nuovi affari. Era la prima volta che visitava quei luoghi e il territorio e le strade gli erano del tutto sconosciute. L’uomo viaggiava su un carretto trainato da un asinello; portava provviste, acqua, due bisacce colme di mercanzia, olio e fieno per l’animale. Era incantato dal paesaggio che lo circondava ma, man mano che si inoltrava, la neve cresceva. Il ghiaccio intimoriva sia l’uomo che il povero animale, in visibile difficoltà, tanto che il mercante scese dal carro per guidare il suo amato asinello. Pareva quasi si facessero coraggio l’uno con l’altro. Finalmente giunsero, visibilmente provati, alle soglie del paese di Villalago. Qui viveva un amico al quale il mercante doveva lasciare dell’olio. Vennero accolti nel migliore dei modi: il caro amico e sua moglie sfamarono dapprima l’asino e poi servirono il buon uomo con patate cotte sotto la cenere, lardo e vino. Lo invitarono a restare, poiché il tempo era peggiorato, temevano lupi e briganti, ma il mercante non volle sentire ragioni. Era un viaggio duro e ricco di intemperie, ma ad un tratto gli si aprì d’innanzi uno scenario inatteso: un’immensa pianura dove sembrava fosse ancora primavera, dal momento che vi erano fiori e farfalle. Ma delle nuvole nere incombevano minacciose e annunciavano una catastrofe. In pochi attimi l’ambulante e il suo asinello si trovarono nel mezzo di una terribile tempesta: il vento era di una potenza inaudita, e delle raffiche gli fecero perdere il senso dell’orientamento e gli impedirono la visuale. Mentre cercava di proseguire, l’uomo scorse un lumicino che brillava in lontananza e guidò l’animale in direzione della piccola luce. Giunti in prossimità del bagliore la tempesta terminò. Sia lui che il suo peloso compagno erano fortemente confusi. Continuarono per poco il cammino e videro in lontananza Scanno, dove furono accolti con molta gioia e stupore. L’uomo espose immediatamente la sua mercanzia attirando gran parte delle genti. Narrò loro la sua strana esperienza e decise di condurre gli abitanti del freddo borgo nella valle verde che aveva attraversato. Con molto stupore, l’uomo la trovò completamente ghiacciata. La gente del luogo gli disse che non si trattava di una valle, bensì del lago di Scanno. Il viandante aveva attraversato il lago. A tal rivelazione si sentì mancare e indicò il luogo dove era apparsa la luce che lo aveva condotto in salvo; proprio lì si trovava una statuina della Madonna. Dunque, tutto fece pensare ad un vero e proprio miracolo. Purtroppo l’uomo, per la troppa emozione, cadde a terra senza vita. Il viaggio gli era costato il cuore, e ora, quel cuore, lo donava per sempre alle scannesi come il gioiello più prezioso da custodire. Da allora la statuina della Madonna del lago ricorda il miracolo avvenuto, e perché il lago di Scanno appare a forma di cuore.

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