mappa della subregione TEATINO e dei singoli Comuni   
subregione Teatino
Regione: Abruzzo
Capoluogo: Chieti
n°comuni: 28
perimetro: 0 km (da calcolare)
superficie: 640 km2
superficie calcolata: 640,14 km2
abitanti (istat 2017): 174.879

I Comuni

Ari - Arielli - Bucchianico - Canosa Sannita - Canosa Sannita - Casalincontrada - Chieti - Crecchio - Fara Filiorum Petri - Filetto - Francavilla al Mare - Giuliano Teatino - Guardiagrele - Miglianico - Orsogna - Ortona - Pennapiedimonte - Poggiofiorito - Pretoro - Rapino - Ripa Teatina - Roccamontepiano - San Giovanni Teatino - San Martino sulla Marrucina - Tollo - Torrevecchia Teatina - Vacri - Villamagna

Teatino è il territorio, compreso nella provincia di Chieti, confinante a nord con la Valle del Pescara, ad est con il mare Adriatico da Francavilla al Mare fino ad Ortona, a sud con la valle del fiume Aventino ed infine ad ovest con i monti della Maiella.

La zona può essere analizzata secondo varie direttrici geografiche.

Dalla costa di Francavilla al Mare, e quindi da est, in direzione ovest, in senso parallelo alla Valle del Pescara, si costeggia il fiume Alento e in pochi chilometri si arriva a Chieti dove si possono ammirare il mare e i due massicci della Majella e del Gran Sasso. Intorno all’anno 1000 a. C. qui si stanziò una parte della gente dei Marsi che prese il nome di Marrucini; nel 91 a.C. Roma riconobbe a Teate lo status di municipio.

Tra Chieti e Guardiagrele, in direzione sud, il paesaggio tipicamente collinare, denso di vigneti, è profondamente inciso da caratteristiche forme di erosione, chiamate calanchi. Il sito di interesse comunitario, definito anche ripe dello spagnolo o calanchi di Bucchianico, si estende su 180 ettari che vanno dai 150 ai 318 m sul livello del mare, nei pressi del comune, appunto, di Bucchianico.

Dopo alcuni chilometri, si incontra Fara Filiorum Petri, di origini sicuramente longobarde, come testimonia il termine “fara”, che rappresentava la più piccola unità amministrativa, mentre “filiorum petri” probabilmente ricorda la gratifica concessa a tale Pietro Castaldi, padre di una numerosa famiglia, che amministrava i terreni longobardi. Dal punto di vista morfologico dobbiamo ricordare che le "fare" identificano gli sbocchi dei canaloni e delle valli strette nelle valli aperte o nella pianura.

Gli amanti della montagna potranno proseguire verso Pretoro, suggestivo paesino della Majella, dove è diffuso l’artigianato del legno. Chi fosse interessato alla ceramica può invece dirigersi verso Rapino, in bella posizione panoramica. Una nota interessante anche per il centro di Roccamontepiano, zona di produzione del vino cotto.

Si entra così in una delle zone migliori della regione per la coltura della vite e dell’olivo, grazie al microclima creato dalla montagna e dal mare. A qualche chilometro si erge Guardiagrele: situata sul colle alle pendici della montagna e sede del Parco nazionale della Majella.

Tornando dall’entroterra verso la costa adriatica, entriamo nella direttrice che porta da Guardiagrele verso la città di Ortona. Quest’area si estende a nord del fiume Moro fino alla zona del fiume Foro. E’ orograficamente una zona complessa che comprende territori di notevole importanza per la produzione di uve bianche, come la cosiddetta zona Marruccina, ovvero la dorsale che va da Ortona a Orsogna.

Si attraversano, quindi, centri quali Orsogna (importante per la Festa dei Talami, rappresentazione di alcuni episodi della Bibbia); Crecchio, borgo caratterizzato dal castello ducale di epoca medioevale, che oggi ospita il Museo dell’Abruzzo bizantino e alto medioevale, la più importante esposizione regionale del periodo fra tarda antichità e alto medioevo. Sono esposti reperti ed oreficerie tardo romane, gote, longobarde e bizantine. Entro le mura del castello trascorsero la notte precedente la partenza per la Puglia, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III e la sua consorte: era l’8 settembre 1943, giorno dell'armistizio firmato dal governo Badoglio con gli Alleati della seconda guerra mondiale.

Ultima in questa direzione la città di Ortona, situata su un promontorio a picco sul mare e con un porto di cruciale importanza per i traffici commerciali già al tempo dei Frentani prima e degli Svevi poi.

Nel 1943 rappresentò il limite orientale della Linea Gustav (linea fortificata difensiva approntata dall’esercito tedesco; congiungeva Cassino con, appunto, Ortona) e, a causa dei durissimi combattimenti che vi si tennero, la distruzione fu pressoché totale. Rimangono i resti del castello aragonese, costruito nel 1445, e la duecentesca Torre dei Baglioni, nonché l’imponente Cattedrale di S. Tommaso Apostolo eretta nel 1127.

Storicamente sono i Marrucini la popolazione italica stanziata sin dal I millennio a.C. in questa striscia di territorio lungo la costa adriatica abruzzese, tra la popolazione vestina a nord, frentana e carricina a sud, peligna a ovest, mentre ad est si affacciava sul Mare Adriatico nel tratto di costa compreso tra Ostia Aterni (Pescara) e Ortona (CH).

La loro capitale era Teate (attuale Chieti), ma non mancavano altri centri abitati meno importanti come Interpromium (forse San Valentino in Abruzzo Citeriore, attualmente in provincia di Pescara) e l’ignoto villaggio presso Rapino.

Entrati in conflitto con Roma alla fine del IV sec. a.C., nel 304 a.C. compaiono tra le popolazioni (tra cui Peligni, Marsi e Frentani) che stipularono un trattato di alleanza con Roma, alla quale rimasero fedeli durante la guerra punica contro Annibale e in quella macedonica contro Perseo, nelle quali le “coorti marrucine” combatterono valorosamente. All’inizio della Guerra sociale, i Marrucini si unirono agli altri popoli italici per ottenere la cittadinanza romana ed essere annessi alla tribù Arnensis (le tribù erano circoscrizioni elettorali dell’antica Roma, in cui i cittadini venivano iscritti in relazione al luogo in cui detenevano la maggior estensione di proprietà terriere).

L’importanza della città di Teate è testimoniata oltre che da Silio Italico (che la definisce magnum, “grande”) anche dagli imponenti resti archeologici rintracciabili all’interno della città (terme, templi, anfiteatro); il grande sviluppo del municipium si deve anche in parte al prolungamento della via Valeria col nuovo tratto della Claudia nova fino ad Ostia Aterni (territorio dell’attuale città di Pescara) .

Per quanto riguarda la religione si venerava Giove padre, citato nel Bronzo di Rapino come “ioves patres”.

Le principali attività economiche della popolazione marrucina erano l’agricoltura, l’allevamento e la pesca.