mappa della subregione VARESOTTO e dei singoli Comuni   
subregione Varesotto
Regione: Lombardia
Capoluogo: Varese
n°comuni: 67
perimetro: 0 km (da calcolare)
superficie: 513 km2
superficie calcolata: 512,86 km2
abitanti (istat 2017): 323.265

I Comuni

Angera - Arcisate - Azzate - Barasso - Bardello - Bedero Valcuvia - Besano - Besozzo - Biandronno - Bisuschio - Bodio Lomnago - Brebbia - Bregano - Brunello - Brusimpiano - Buguggiate - Cadegliano-Viconago - Cadrezzate - Cantello - Caravate - Casale Litta - Casciago - Castiglione Olona - Cazzago Brabbia - Clivio - Cocquio-Trevisago - Comabbio - Comerio - Cremenaga - Crosio della Valle - Cuasso al Monte - Cugliate-Fabiasco - Cunardo - Daverio - Galliate Lombardo - Gavirate - Gazzada Schianno - Inarzo - Induno Olona - Ispra - Lavena Ponte Tresa - Leggiuno - Lozza - Luvinate - Malgesso - Malnate - Marchirolo - Marzio - Mercallo - Monvalle - Morazzone - Osmate - Porto Ceresio - Ranco - Saltrio - Sangiano - Sesto Calende - Sumirago - Taino - Ternate - Travedona-Monate - Valganna - Varano Borghi - Varese - Vedano Olona - Vergiate - Viggiù

Con il termine Varesotto s'intende, di regola, la maggior parte dell'attuale provincia di Varese, e cioè la zona compresa tra il solco del fiume Tresa (emissario del lago di Lugano) - che isola a nord il blocco di natura prevalentemente cristallino-dolomitica dell'alto Luinese - una linea lungo il margine meridionale della fascia di colline che guardano l'alta pianura della Lombardia occidentale, linea che va, a larghe ondulazioni, da Laveno per Casciago, Induno Olona e Viggiù sino al Comasco e, naturalmente, l'area che si estende attorno alla città di Varese con i suoi laghi minori.

Per quanto manchi al Varesotto una vera unità geografica, sono comuni tuttavia alle sue diverse zone tradizioni del passato di natura socioeconomica, relative al frazionamento della proprietà agraria, al predominio della piccola azienda e ad alcune attività artigianali nel campo della produzione di minuterie metalliche e oggetti di arredamento.

La regione consta di un settore montuoso a settentrione (altezza massima 1000-1200 m), di natura prevalentemente cristallino-calcareo-dolomitica, a morfologia piuttosto varia e smembrato da più o meno larghi corridoi vallivi (Val Cuvia, Valganna, Val di Brinzio) e di un molto più ampio corteo di colline, emergenti però solo in parte dai depositi morenici ed alluvionali del Quaternario.
In questa seconda sezione il lembo occidentale, che si appoggia al Verbano, è caratterizzato da numerose conche lacustri (laghi di Monate, di Comabbio, di Biandronno, di Varese) o torbose o prative, separate le une dalle altre da diaframmi di materiale morenico, mentre il lembo orientale consta di pianori terrazzati, su cui poggiano deboli rilievi morenici, e che s'aprono in piccoli anfiteatri.

In particolare, alcune brevi informazioni sui laghi della zona.

Il lago di Comabbio era unito un tempo al Lago di Varese; offre bei panorami sulle Alpi. Il piccolo specchio d'acqua misura circa 3 km2.

Il lago di Monate, come il vicino lago di Comabbio, ha una estensione di circa tre km2; al pari del lago vicino, sulle sue sponde sono stati scoperti numerosi siti palafitticoli preistorici. È alimentato da sorgenti sotterranee.

Il lago di Varese bagna nove comuni, ed è utilizzato come naturale campo per le gare di canottaggio e per i relativi allenamenti delle società canottiere locali che hanno conseguito lusinghieri risultati in questo sport. Si è formato in seguito al ritiro dei ghiacciai, circa 15.000 anni or sono, quando si formarono anche gli altri maggiori laghi prealpini.

Infine il lago di Lugano (chiamato anche Ceresio), che appartiene per gran parte al Canton Ticino della vicina Svizzera. Il suo perimetro misura 93 km, ed è italiano per circa un terzo. Porto Ceresio è il maggior centro del varesotto sulle sue rive. Campione d'Italia, enclave italiana sulle sue sponde, è invece territorio comasco.

Una regione come questa, che si estende sopra una superficie di circa 700 km2 (dei quali poco più di 300 nel settore montano), e che ha da zona a zona notevoli diversità di terreni e di colture (la superficie improduttiva sale dal 16 al 32% della totale, quando si passa al settore montano dalle colline occidentali), manca, naturalmente, di una vera unità geografica. Comune tuttavia alle diverse plaghe del Varesotto è, come già anticipato, il forte frazionamento della proprietà agraria, il dominio quasi assoluto della piccola azienda, e d'altro canto lo sviluppo notevolissimo dell'artigianato e della grande industria, che sono insieme causa ed effetto della densità relativamente assai elevata della sua popolazione (da una media di 170 ab. per km2 nel settore di montagna, si sale ad oltre 200 nella regione collinosa occidentale e a più di 450 nella regione collinosa orientale).

L'agricoltura e l'allevamento - specie bovino - rimangono alla base dell'attività della regione; le industrie, nondimeno, vengono occupando un posto via via sempre più notevole, a mano a mano che si scende nella zona prossima al capoluogo Varese (filatura della seta e del cotone, industria del cuoio, metallurgica, valigeria, industrie alimentari). Almeno 1/3 della popolazione risiede nella zona di montagna.

Terra di laghi, pianura e montagne, il Varesotto gode di una grande ricchezza paesaggistica favorita, come già detto, dalla grande varietà della sua morfologia ed è meta di turismo fin dal Settecento, quando vi si recavano i nobili lombardi a villeggiare.

Tutta l'area gravitò su Milano ed il suo Ducato. Profondamente lombardo, il territorio ebbe in Como il suo principale centro amministrativo.
In seguito all'annessione della Lombardia dal Regno Lombardo-Veneto al Regno di Sardegna (1859), fu emanato il decreto Rattazzi, che riorganizzava la struttura amministrativa del Regno, suddiviso in province, a loro volta suddivise in circondari.

Il circondario di Varese fu creato come suddivisione della provincia di Como.

Con l'Unità d'Italia (1861) la suddivisione in province e circondari fu estesa all'intera Penisola, lasciando invariate le suddivisioni stabilite dal decreto Rattazzi.

Il territorio poi passò a Varese nel 1929. Ha avuto un notevole sviluppo industriale che si è affiancato ad un turismo solido e molto sviluppato, favorito dalla vicinanza del Lago Maggiore, del Lago di Lugano, dei laghi minori intorno a Varese.

Infine, un breve cenno sui centri urbani più importanti:

Varese - Il Sacro Monte è il famoso viale che raccoglie 13 cappelle seicentesche con i misteri del Rosario; si inerpica sul monte ed è luogo di pellegrinaggio e di turismo che ha reso famoso il nome di Varese, come il suo lago e le sue industrie.

Castiglione Olona - Nella prima metà del Quattrocento, il cardinale conte Branda Castiglioni fece rinnovare l'aspetto del proprio borgo di nascita chiamandovi ad operare valenti artisti, che ci hanno lasciato il suo pregevole centro storico. Tipico esempio è proprio il Palazzo Branda Castiglioni che, infatti, ha una parte trecentesca che si affianca ad un impianto quattrocentesco. Nelle sue sale si conservano affreschi di Masolino da Panicale e Lorenzo Vecchietta, oltre ad arredi del XVI secolo.

Gavirate - Sul lago di Varese (chiamato un tempo anche lago di Gavirate), è stato centro di villeggiatura nei primi Novecento. Successivamente si è rivolto soprattutto all'attività industriale, che ne caratterizza maggiormente la vita. Le aziende di Gavirate operano soprattutto nei settori alimentare, chimico, manifatturiero, metallurgico, meccanico ed edile.

Porto Ceresio - Incantevole località sul Lago di Lugano, situato nel breve tratto di pertinenza italiana, si affaccia sulle acque del Ceresio con il suo nucleo antico ed il bel lungolago, che invita a passeggiate rilassanti godendo della vista del lago, dei centri costieri, dei monti che lo circondano. Porto Ceresio si avvantaggia del turismo di frontiera e costituisce uno dei centri turistici principali del lago. Sui monti intorno al paese si conserva la Linea Cadorna, trincee scavate in periodo bellico, che non furono però coinvolte in scontri durante le due guerre mondiali.