mappa della subregione MARSICA e dei singoli Comuni   
subregione Marsica
Regione: Abruzzo
Capoluogo: Avezzano
n°comuni: 37
perimetro: 248 km
superficie: 1.906 km2
superficie calcolata: 1.905,77 km2
abitanti (istat 2017): 133.180

I Comuni

Aielli - Avezzano - Balsorano - Bisegna - Canistro - Capistrello - Cappadocia - Carsoli - Castellafiume - Celano - Cerchio - Civita d'Antino - Civitella Roveto - Collarmele - Collelongo - Gioia dei Marsi - Lecce nei Marsi - Luco dei Marsi - Magliano de' Marsi - Massa d'Albe - Morino - Opi - Oricola - Ortona dei Marsi - Ortucchio - Ovindoli - Pereto - Pescasseroli - Pescina - Rocca di Botte - San Benedetto dei Marsi - San Vincenzo Valle Roveto - Sante Marie - Scurcola Marsicana - Tagliacozzo - Trasacco - Villavallelonga

La Marsica è una subregione dell'Abruzzo montano che comprende trentasette comuni della provincia de L'Aquila. Il suo centro principale è Avezzano, considerata città-territorio. Posizionata al confine dell'Abruzzo con il Lazio, culturalmente e politicamente strategica per l'Italia centrale, è collocata intorno alla piana del Fucino, tra il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la piana di Carsoli e la valle Roveto. Confina a nord con l'aquilano, ad est con la Valle Peligna, a sud con la Ciociaria e la catena montuosa degli Ernici, infine, ad ovest con le catene montuose dei Càntari, dei Simbruini e con l'alta valle dell'Aniene. La Marsica deriva il suo nome dai Marsi, popolo italico di lingua osco-umbra, stanziato nel I millennio a.C. nel territorio circostante il lago Fucino.

Anticamente la Marsica comprendeva l'area circostante il lago del Fucino a sud-est, e l'intera Valle del Giovenco. Con lo stesso toponimo s'intende l'odierna area sud-occidentale della provincia dell'Aquila, che comprende anche l'intera Valle Roveto e tutta la fascia carseolana. Fanno parte della Marsica 37 comuni, per un totale di circa 134.000 abitanti. L'esigenza di un'amministrazione autonoma ha portato a costituire un comitato territoriale apolitico, promotore di una nuova 'Provincia dei Marsi', con capoluogo Avezzano. Diversi e vani sono stati i tentativi per ottenere tale riconoscimento. Del 1986 la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione della provincia che fu sottoscritta ed appoggiata da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni. Le amministrazioni locali hanno predisposto anche lo stemma araldico.

Geografia

La Marsica si estende per circa 1.906 km2 su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d'Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km2), dai piani Palentini (60 km2) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 metri slm, mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 metri slm. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori.

  1. Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga, a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest. I gruppi montuosi nord occidentali pongono l'area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini.
  2. Valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. È posta al confine della Marsica con la Valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina.
  3. Valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio con Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici. A nord la Valle di Nerfa e Piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale.
  4. Piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal Gruppo Cicolano/Duchessa/Velino.
  5. Parco Nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana del parco nazionale d'Abruzzo è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi. Separa la Marsica dall'alto Sangro e dalla catena montuosa dei Monti della Meta, posta al confine tra basso Lazio e Molise.

Storia

I capoluoghi marsicani furono in origine Marruvium (att. S. Benedetto dei Marsi) e i municipi di epoca imperiale di Antinum (att. Civita d'Antino), Alba Fucens  (nel comune di Massa d'Albe) e Carseoli (o Carsioli, att. Carsoli). Nel medioevo i centri che si contesero il titolo di 'caput marsorum' furono invece Albe, almeno fino alla fine del cinquecento, Celano e Tagliacozzo. Centro principale della vita ecclesiastica era Pescina, sede sin dal XVI secolo della Diocesi dei Marsi. Le oscillazioni demografiche risolvono in favore di Avezzano a partire dal riordino amministrativo francese, con la nascita del distretto di Avezzano e verso la fine del 1800, con la decisione dei Torlonia di stabilirvi la propria amministrazione dopo il prosciugamento del lago Fucino. Il ruolo che oggi viene considerato naturale di Avezzano capoluogo della Marsica, si completa nei primi anni del 1900 quando, anche a seguito del terremoto del 1915, vengono trasferiti in città tutti i principali uffici civili ed ecclesiastici.

marsic federation
Monetazione della confederazione marsa durante la guerra sociale
(Víteliú e soldato elmato - 89 a.C.)

La regione prende il nome dalla popolazione italica che in passato ha abitato l'area, i Marsi. Valoroso popolo di indomiti guerrieri e sacerdoti, il cui nome, infatti, deriva dal dio della guerra Marte. Durante la guerra sociale denominata anche guerra italica (bellum Italicum) o guerra Marsica (bellum Marsicum) dal 91 all'88 a.C., guidati dal condottiero Quinto Poppedio Silone, inflissero sconfitte, timore e devastazioni al ben più numeroso esercito della Repubblica romana. La guerra sociale ebbe inizio quando il Senato romano, con Catone in capo, negò la cittadinanza ai Marsi e agli altri popoli italici, dopo molti anni di alleanze militari. Dopo tre anni di battaglie, ottenuta l'agognata cittadinanza romana nell'88 a.C., i loro territori ben presto verranno colonizzati e i guerrieri incorporati nelle tribù romane. I Marsi, furono iscritti nella valorosa gens Sergia. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, essi furono assegnati alla Samnium Regio. Il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia.