mappa della subregione VALLE ISARCO e dei singoli Comuni   
subregione Valle Isarco
Regione: Trentino Alto Adige
Capoluogo: Bressanone
n°comuni: 13
perimetro: 0 km (da calcolare)
superficie: 624 km2
superficie calcolata: 623,78 km2
abitanti (istat 2017): 52.269

I Comuni

Barbiano - Bressanone - Chiusa - Funes - Laion - Luson - Naz-Sciaves - Ponte Gardena - Rio di Pusteria - Rodengo - Varna - Velturno - Villandro

La Valle Isarco (in tedesco Eisacktal, in ladino Val dl Isarch) è una delle due valli principali dell'Alto Adige, che si estende dalla sorgente del fiume Isarco al Brennero fino alla foce nell'Adige a Bolzano.

La Valle Isarco, lunga complessivamente circa 80 km, è percorsa dall'omonimo fiume e comprende alcune città come Bressanone (il capoluogo), Chiusa e Ponte Gardena.

Per ragioni storico-culturali, la Valle Isarco vera e propria è il settore a sud del comune di Fortezza. La valle superiore dell'Isarco si chiama Wipptal (o Alta Valle Isarco) e costituisce un comprensorio a sé stante. La valle geograficamente si suddivide in tre comunità comprensoriali: Valle Isarco, Wipptal e Salto-Sciliar (Salten-Schlern o Basso Isarco). Il capoluogo del comprensorio Valle Isarco e centro maggiore della valle geografica è Bressanone.

Il comprensorio originale Valle Isarco si formò nel 1968 come unione volontaria di 19 comuni della valle medio-alta. Di seguito nel 1980, sei comuni si staccarono per formare il comprensorio della Wipptal. I confini della comunità sono, come detto, a nord Fortezza e a sud Ponte Gardena.

Dal punto di vista orografico, la valle separa le Alpi Retiche orientali (Alpi dello Stubai e Alpi Sarentine) dalle Alpi dei Tauri occidentali (Alpi della Zillertal) e dalle Dolomiti.

Più a sud, accanto alla città vescovile di Bressanone, la valle si allarga. Vigneti e frutteti coprono il fondovalle, sui pendii soleggiati maturano le castagne. La parte meridionale della Valle dell‘Isarco, che attraversando il bellissimo borgo di Chiusa si estende fino alle porte di Bolzano, è una zona del “Törggelen”, come vengono chiamate le tipiche sagre che accompagnano la vendemmia e le castagnate. D‘estate e d‘inverno sono le montagne i punti d‘attrazione più forte: dal comprensorio sciistico della Plose fino alla valle di Funes, che raggiunge le famose torri dolomitiche delle Odle di Eores.

Cittadine medievali, pendii soleggiati e vette di alta montagna; la varietà dei paesaggi è la vera ricchezza dell‘area Val d‘Isarco.

Storicamente la Valle Isarco è stata una zona di transito: imperatori, re, eserciti romani, popolazioni germaniche, le truppe di Napoleone, pellegrini e crociati sono passati qui.

Pertanto, il Brennero e la via di transito svolgono un ruolo significativo nella storia della Valle Isarco.

La valle tuttavia era molto soggetta ad inondazioni e perciò i Romani costruirono una strada lungo le ben più sicure alture dell‘altopiano del Renon. Questo antico percorso di seguito divenne la “Strada dell'imperatore” e il principale collegamento nord-sud.

Solamente molto più tardi, nel XIV secolo, il commerciante bolzanino Heinrich Kunter fece costruire una strada molto più corta nel fondo valle, soggetta a pedaggio e intitolata a suo nome, la Strada Kunter.

Intorno al 1400, l'industria mineraria portò benessere e prestigio, come le miniere d'argento della Val Ridanna, il distretto minerario del Monteneve, fino a quota 2.500 metri. La fiorente estrazione di argento rese benestante i minatori, soprattutto dell'amministrazione di Vipiteno (nel Wipptal), ma anche delle altre comunità del circondario. Il potere e la ricchezza diminuirono solamente dopo il 1530, quando i galeoni spagnoli-asburgici portarono tonnellate di argento a buon prezzo dal Nuovo Mondo in Europa nell'impero asburgico.

Le case più antiche di Bressanone sono di origine medievale. Anche se nel quartiere di Stufels è stato scoperto un insediamento della cultura di Hallstatt (popolazione protostorica tirolese) risalente agli anni 1000 fino a 500 a.C.

Originariamente la sede del vescovo di Bolzano-Bressanone si trovava nel paese di Chiusa. E come suggerisce già il nome, la zona era caratterizzata da una chiusa, dunque un punto stretto. Di qui ogni commerciante e negoziante in viaggio in Valle Isarco, doveva passare e pagare il suo pedaggio. Nel 901 i vescovi tuttavia lasciarono Chiusa e il Convento di Sabiona e trasferirono la loro sede a Bressanone. Vi rimasero per circa 1100 anni fino al 1996; dopo di che si sono trasferiti a Bolzano.

Nel tardo XIX secolo, è stato fondato il luogo di cura Terme di Brennero. Il centro di cura era così popolare, che fu addirittura allestita una propria fermata ferroviaria. Nel 1914 per via della Guerra Mondiale, i turisti non vennero più e il comune Terme di Brennero non fu più un luogo di cura, ma un luogo di confine, perché nel 1918 il Passo del Brennero divenne confine di Stato tra Austria e Italia e fino all'accordo di Schengen, soprattutto il versante italiano del Brennero era ben presidiato da Guardie di Finanza e Carabinieri. Ma anche questa è storia, perché il confine sulla strada è stato completamente abbattuto e ora questa piccola località sta rifiorendo piano piano.