mappa della subregione VAL DI NON e dei singoli Comuni   
subregione Val di Non
Regione: Trentino Alto Adige
Capoluogo: Cles
n°comuni: 38
perimetro: 0 km (da calcolare)
superficie: 597 km2
superficie calcolata: 596,74 km2
abitanti (istat 2017): 25.944

I Comuni

Amblar - Bresimo - Brez - Cagnò - Campodenno - Castelfondo - Cavareno - Cis - Cles - Cloz - Coredo - Cunevo - Dambel - Denno - Don - Flavon - Fondo - Livo - Malosco - Nanno - Revò - Romallo - Romeno - Ronzone - Ruffrè-Mendola - Rumo - Sanzeno - Sarnonico - Sfruz - Smarano - Sporminore - Taio - Tassullo - Terres - Ton - Tres - Tuenno - Vervò

La Val di Non (in dialetto nones Valdenòn, in tedesco Nonstal) è una valle del Trentino, situata nella parte nord-occidentale della provincia autonoma di Trento.

In tempi remoti era chiamata Anaunia, toponimo di probabile origine celtica legato alla popolazione degli Anauni. Nel corso dei secoli il nome è poi mutato in Val di Non. Secondo altri studi il nome Anaunia è di origine ebraica; infatti, in alcuni documenti medievali viene chiamata Anania e pare che anche la parola Non derivi dalla parola ebraica Nun (padre di Giosuè).

Dal punto di vista amministrativo essa appartiene alla Comunità della Val di Non, una delle comunità di valle istituite nella provincia di Trento nel corso dell‘anno 2010. Solo tre comuni nella parte più settentrionale della valle, Senale-San Felice, Lauregno e Proves, il cosiddetto Deutschnonsberg (Alta Val di Non, germanofona, dove la quasi la totalità della popolazione parla il dialetto sudtirolese), appartengono invece dal 1948 alla provincia autonoma di Bolzano.

La parlata dei suoi abitanti, il nones, è un dialetto ladino, tanto che in questi ultimi anni si parla del riconoscimento del noneso come lingua, del suo utilizzo nella toponomastica e come materia di insegnamento nelle scuole.

La Val di Non è una delle principali valli del Trentino, situata nella parte nord-occidentale della provincia. È costituita da un ampio altopiano, attraversato dal torrente Noce e conta 38 comuni. Orograficamente la valle si biforca ad "Y" all'altezza del lago di Santa Giustina e quindi la zona si presenta come una successione di tre altipiani, dividendosi così in sponda destra (ad ovest del Noce), sponda sinistra (ad est del fiume) e "terza sponda" (la zona a nord del Noce).

La valle si apre a occidente della Valle dell'Adige, all'altezza della confluenza del Noce nell'Adige. Ad oriente i Monti Anauni la separano dalla Bassa Atesina e dalla Val d'Adige. A occidente è delimitata dalle Dolomiti di Brenta, mentre a nord-ovest, dove nasce la Val di Sole, dalla Catena delle Maddalene; confina infine a settentrione con la Val d'Ultimo e l'Alto Adige, attraverso la Val Bresimo.

In valle sono presenti numerosi laghi, come il lago artificiale di Santa Giustina, lago di Coredo, il lago di Tavon e il lago di Tovel, segno dell'abbondanza di acqua della zona. Quando fu creato il lago artificiale di S. Giustina, per arrestare le piene del Noce, rimasero sommerse alcune strutture tra le quali il Ponte della Mula che, secondo la tradizione, avrebbe salvato il Barone di Cles dai soldati del Conte di Thun.

Ben riparata verso nord e aperta verso sud in direzione del suo declivio, fruisce di larga insolazione; ha perciò estati abbastanza calde e inverni non eccessivamente freddi.

Questo particolare clima permette la coltivazione delle mele d‘alta quota, famose nel mondo.

La Val di Non è ricca di storia, dal tempo degli antichi romani che avevano intuito l'importanza di questi territori vicini al Passo del Brennero, fino al Medioevo, periodo in cui sorgono numerosi castelli, come Castel Thun, Castel Bragher, Castel Coredo, Castel Cles oppure come il Santuario di San Romedio, o i palazzi assessorili di Cles e Coredo, che divenirono i centri giuridico-amministrativi più importanti del periodo, in cui sono state emesse anche sentenze di condanna a morte nel periodo di caccia alle streghe, durante l'inquisizione del XVII secolo.